Ruggero Maggi

Il gocciolo di un rubinetto, la línea frastagliata di una costa, il battito del nostro cuore, la forma di una nuvola… fenomeni da sempre considerati aspetti diversi di un unico complexo universo, quello del Caos!

Per comprendere la complexita della natura era necesario cominciare pensare ad essa come a cualcosa che non fosse solo casuale o accidentale. Le nuvole non sono sfere, ama dire Benoit Mandelbrot pioniere dello atudio del caos. Le montagne non sono coni, il fulmine non si propaga in maniera lineare. La geometria frattala rispechia un mondo che è profondamentre irregolare, non arrotondato; scabroso non liscio. E’ la geometria del bucherellato, del contorto, aggrovigliato ed intrecciato. Il caos reduce il globale tessuto connettivo della natura in unico, per quanto Intricado sia, sistema fracctale.

Tutto ciò é sempre statu “avvertito” intuitivamente dagli artista: i suggestivi paesaggi cinese immersi in una turbolenza totale (nubi, profili di montagne, forme vegetali…le porporzioniricorrenti in precise scale geometriche di numerosi monumento dell’antichità ed anche dei giorno nostri, Van Gogh ed i suoi vorticanti flussi di energia che lambiscono ed avvolgono ogni contorno, le “maniacali” geometrie de Escher…

Oggi ¡nvece I’artista e consapevole delta infinita possibilita dell’Arte Caotica che, attraverso i propri mezzi di espressione – frattid; attrattor; strani, turbolenza – “miscela” sapientemente autosomiglianza e dissonanza, facendo coesistere in eterno contrasto la componente materíca piu rozza con lo spirito zen, la linearità ripetitiva e geometrica tracciata sulla sabbia con I’elevarsi improvisso dalla aspre scabrosita dalla rocce.

Un cosmico giardino fracctale, microcosmo ed emblema dell’universo intero con iI proprio meraviglioso ed a volte quasi indecifrabile CAOS.

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